Canalina perimetrale dell’impianto

Ettrosmosi reidratazione terreno

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Tra le tante tecnologie adottate da VE.I.CO.PAL. per i propri interventi di consolidamento, va annoverata anche l’elettrosmosi per la reidratazione del terreno. Si tratta di una metodologia brevettata dall’ing. Falugi ,titolare del brevetto europeo, che prevede l’inserimento all’interno del terreno di elettrodi positivi e negativi connessi tra loro tramite dei cavi. Questi cavi sono collocati dentro una canalina, la quale a sua volta e’ situata sul perimetro dell’edificio, unitamente a un tubo di irrigazione tramite il quale il terreno di fondazione viene idratato. L’elettrosmosi per la reidratazione del terreno, in sostanza, prevede che gli elettrodi siano connessi a una centralina che dopo essere stata messa in azione, genera un campo elettrico in profondita’. Il risultato e’ che l’acqua a disposizione viene spostata negli strati del terreno non sufficientemente idratati. Lo scopo di questa tecnologia e’ quello di fornire acqua a terreni che l’hanno persa, per esempio a causa dell’abbassamento delle falde o per evapotraspirazione. Capita in molti casi, infatti, che le fessure, le cavillature e le crepe che compaiono nei muri siano originate dalla riduzione del volume del terreno al di sotto delle fondazioni (e ciò vale a maggior ragione per i terreni di natura argillosa),causata dalla disidratazione. Ebbene, grazie all’elettrosmosi per la reidratazione del terreno, VE.I.CO.PAL. e’ in grado di ovviare a questo problema, facendo sì che il terreno di fondazione mantenga una percentuale di umidità costante. A tal proposito VE.I.CO.PAL. ha integrato la metodologia studiata dall’ing. Falugi con dei sensori che controllano la percentuale di umidità al di sotto dell’immobile a varie profondità. Questo ha lo scopo trasmettere i dati a specifica centralina, che elaborandoli fa in modo di mantenere una percentuale di umidità costante, cosi che l’impianto funzioni solo quando è necessario . Questo procedimento, per altro, ha il merito di non essere per nulla invasivo e di richiedere un consumo contenuto di acqua ed energia, risolvendo i problemi di ritiri e rigonfiamento delle argille.